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14 novembre 2024

La storia degli insetti uccisi

Ho scritto questa storia ispirata purtroppo da una storia vera. E, ancora purtroppo, nella storia vera non c'è un finale  così roseo, ma regnano l'indifferenza,  il cinismo e la denigrazione.

E quello che i ragazzini riescono a fare con le  creature animali mi getta nella più profonda inquietudine.

Rispetto per le formiche

C’era una volta un piccolo giardino dietro una scuola media, un angolo nascosto dove abitavano creature minuscole ma piene di vita. Era il loro regno, un universo di formiche operose, lucertole curiose e cervi volanti maestosi che si muovevano con la grazia di piccoli cavalieri alati.

Ogni giorno, durante la ricreazione, arrivavano i bambini ormai ragazzi di 13 anni. Sembravano bravi: ridevano, giocavano e correvano spensierati. Ma, senza saperlo, erano anche giganti distratti, capaci di schiacciare e ferire.

Un giorno, un piccolo cervo volante, di nome Cesare, osservava con attenzione i bambini. "Perché ci fanno del male?" si chiedeva. Lui, con le sue ali lucenti, non aveva mai fatto del male a nessuno. Aiutava a impollinare i fiori e portava equilibrio nel giardino.

Accanto a lui, una lucertola verde di nome Lara, con il suo sguardo attento, si arrampicava su un sasso per osservare meglio la scena. "Non capiscono quanto siamo importanti," disse con un sospiro. "Per loro siamo solo insignificanti creature."

Le formiche, nel frattempo, continuavano a costruire i loro tunnel e trasportare cibo, instancabili. Una di loro, Antonia, sollevò una briciola più grande di lei e disse: "Noi lavoriamo insieme per il bene del giardino. Non facciamo nulla di male eppure, quando arrivano quei ragazzi, è un disastro."

Quel giorno, un gruppo di ragazzi si avvicinò al giardino. Un bambino, che sembrava il più gentile di tutti, raccolse una pietra e la lanciò verso un mucchio di formiche. Le risate riempirono l'aria. Un altro, con un bastone, colpì Lara che fuggì via spaventata. Infine, Cesare il cervo volante venne afferrato e gettato lontano, come se fosse solo un giocattolo rotto.

Ma mentre i ragazzi ridevano, un bambino, di nome Tommaso, si fermò a osservare. Lui non partecipò, anzi, sentiva dentro di sé un dolore strano, come se una voce gli stesse parlando.

Quella notte, Tommaso sognò il giardino. Vide Antonia la formica che piangeva, Lara la lucertola che leccava le sue ferite e Cesare il cervo volante che non riusciva più a volare. Nel sogno, una grande quercia parlò: "Tommaso, voi ragazzi siete i giganti di questo mondo, ma un gigante può essere buono o crudele. Scegli chi vuoi essere."

Al risveglio, Tommaso sapeva cosa doveva fare. Il giorno dopo, durante la ricreazione, quando vide i suoi compagni pronti a schiacciare le formiche e a lanciare sassi, disse: "Fermatevi! Queste creature non sono giochi. Sono piccole vite e anche loro hanno un posto in questo mondo."

Qualcuno rise, ma altri si fermarono e lo ascoltarono. Uno alla volta, i ragazzi abbassarono le pietre e guardarono il giardino con occhi nuovi. E per la prima volta, videro le formiche lavorare, la lucertola prendere il sole e il cervo volante riprendere a volare.

La vera grandezza non sta nel dimostrare forza su chi è più piccolo, ma nel proteggere la vita e rispettare tutte le creature, anche quelle che sembrano invisibili. I veri giganti sono quelli che con coraggio...sanno essere gentili.

#civilta'
#empatia
#coraggio
#gentilezza




13 marzo 2014

Cappuccetto rosso e il buon lupo-Favole Nuove-

Una deliziosa saggia bimba di rosso vestita, detta cappuccetto rosso,
attraversò il bosco in cerca di frutti e di malva per una tisana rinfrescante da portare alla nonna costretta a casa con un fastidioso mal di pancia. 
Dietro un cespuglio sbucò un bel lupo grigio, che disse lei:
" auuuuuuuuuh Bimba dove tu vai di bello?"
"porto della malva alla nonna che abita dietro la collina, vieni con me?"
" bimba vorrei tanto..wofff ma in giro oggi ci sono un sacco di cacciatori, è pericoloso anche per te, woff torna a casa per carità auuuuuuuuuuh!" disse il lupo
Ma la bimba non diede retta al buon lupo e entrambi si separarono per viottoli differenti.
A un certo punto echeggiò un rumore di spari, un proiettile cattivo viaggiò tra i cespugli svelto svelto.
Il lupo si accorse di tutto e corse laddove la traiettoria dello sparo stava per avere fine...sul piccolo corpo di cappuccetto rosso!
Si mise davanti a lei per proteggerla e ahimè fu colpito a una zampa.
Tenero bravo coraggioso lupo.
La bimbetta allora guardò gli uomini che tenevano il fucile in mano, li guardò senza dir nulla.
Il suo sguardo puro e buono li fece trafilare e pentire per sempre.
Poi prese il corpicino del lupo e con tanto sforzo arrivò dalla nonna, che lo mise a lettuccio caldo , lo curò, e insieme bevvero felici e contenti tante tisane di malva e frutti di bosco.

Favola:
Samantha Abis
Disegno:
Berk Ozturk



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